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L'industria farmaceutica molto spiccatamente, ma anche l'industria
chimica ed alimentare tendono attualmente a razionalizzare le
produzioni ed a renderle sempre piu affidabili secondo i criteri di
qualità tracciati dalle normative di competenza: ISO 9000, norme
di
buona fabbricazione, farmacopea nazionale o U.S.P.
Dati i margini economici sempre piu risicati, particolarmente nel
mercato italiano, le produzioni devono essere qualificate per
l'esportazione nei paesi europei e negli Stati Uniti, per risultare
vantaggiose.
Le condizioni operative aleatorie per le produzioni
asettiche e le
condizioni di rischio per il personale vengono gradualmente
eliminate,
per lasciar posto a condizioni operative sempre più
sicure ed
esenti da problemi di manutenzione.
Per le reazioni chimiche e per le
preparazioni farmaceutiche i
principali MOTORI sono gli AGITATORI, che, all'interno dei serbatoi
di produzione: reattori, fermentatori, preparatori, consentono di
realizzare nel modo voluto gli scambi di materia e di calore.
Ad esempio, per dosare un principio attivo farmaceutico in un
liquido (placebo) occorre agitare il liquido fino a completa
dissoluzione del principio attivo; se questa semplice operazione
deve essere condotta in condizioni asettiche e senza
contaminazioni,
comporta fasi di lavorazione preliminari di sterilizzazione del
serbatoio e del placebo e la conduzione della dissoluzione
senza introdurre particelle estranee.
Se il reattore è di tipo tradizionale equipaggiato con un
agitatore
montato dall'alto o dal basso, con tenute meccaniche o a baderna,
presenta comunque fonti di rischio in corrispondenza delle tenute.
Le tenute tradizionali sono infatti costituite da materiali
consumabili soggetti a sollecitazioni dinamiche di rotazione ed
alle flessioni dell' albero dell'agitatore; questo consumo
è comunque una fonte di inquinamento del prodotto; al termine
della validità delle tenute, inoltre, intervengono rischi di
perdite e di contaminazioni più gravi.
Gli AGITATORI MAGNETICI concepiti alcuni anni orsono, operano
senza tenute meccaniche o tenute di altro tipo e eliminano le
suddette fonti di contaminazione ed i conseguenti rischi per
la produzione.
Sono costituiti da una girante in acciaio
inossidabile amagnetico,
generalmente AISI 316L, contenente una corona di magneti
permanenti,
imperniata su un perno fisso all'interno del fondo del serbatoio;
il movimento viene impartito dall'esterno mediante una corona di
magneti (rotore magnetico) mossa da un motore elettrico o da un
motoriduttore.
In tal modo l'albero è fisso e fermo ed il serbatoio risulta a
perfetta tenuta ermetica senza baderne o tenute meccaniche di
alcun tipo.
Questo tipo di trasmissione applicato agli agitatori ha seguito
la stessa evoluzione tecnologica delle pompe a trascinamento
magnetico, che attualmente coprono già circa il 60% del mercato
delle pompe per l'industria chimica e farmaceutica.
Inizialmente gli elementi magnetici erano dischi a settori sia
nella girante che nel rotore, con i singoli magneti affacciati in
direzione assiale; ora sono prevalentemente corone coassiali con
i poli dei magneti affacciati in direzione radiale.
La geometria radiale consente sostanziali vantaggi di potenza e
di affidabilità particolarmente sotto stress, quando alle spinte
torsionali dovute alle attrazioni dei poli magnetici accoppiati
si aggiungono le spinte repulsive dei poli magnetici adiacenti.
Gli a. m. radiali sono per lo più applicati dal fondo, dato che
il sistema magnetico consente una ermeticità assoluta, non
condizionata dal buon funzionamento e dalla manutenzione delle
tenute meccaniche; quindi il sistema risulta semplice e compatto
con il motoriduttore molto vicino alla girante e senza elementi
meccanici soggetti a sollecitazioni flessionali rilevanti, quindi
senza le usure e la rumorosità degli agitatori tradizionali.
La caratteristica fondamentale delle macchine impiegate nei
processi farmaceutici
è la PULIZIA, espressa ed evidenziata
nelle operazioni di lavaggio, sterilizzazione ed ispezione.
Gli agitatori devono essere facilmente lavabili, possibilmente
in sito, devono essere facilmente sterilizzabili, possibilmente
nello stesso tempo richiesto per sterilizzare i serbatoi,
non devono presentare anfratti o punti di ristagno e di deposito
di impurezze, non devono generare particelle dalle parti di
accoppiamento meccanico.
Vari progetti degli agitatori magnetici disponibili nel
mercato europeo sono in parte protetti da brevetti validi anche
in Italia ed un progetto originale, quello degli agitatori STE.M.
(Sterile Mixers) è l'unico progetto originale italiano brevettato
secondo le modalità italiane.
Ciò che più contraddistingue i vari progetti sono il
funzionamento
idraulico e la pulizia ottenuti o meno con soluzioni tecniche e
dettagli costruttivi frutto di apposite sperimentazioni idrauliche.
Nel
caso degli agitatori STE.M.
durante la marcia il fluido di
processo fluisce
continuamente non solo al di sopra della girante
ma anche a retro della
girante e lungo l'albero di supporto, onde
evitare ristagni ed accumuli
di prodotto o comunque ripartizioni non
omogenee dei principi attivi.
Inoltre l'accoppiamento magnetico radiale tiene effettivamente
sospesa la girante lungo l'albero di rotazione, annullando pertanto
l'usura degli organi meccanici deputati, negli altri casi, a
cuscinetti reggispinta; l'accoppiamento è soggetto solo ai carichi
fluidodinamici, chew sono in gran parte equilibrati, grazie ad una adatta progettazione idraulica. ---------------------------------------------------------------------------
Potenza di agitazione - modello di calcolo
L'agitazione è un fenomeno idraulico complesso e multiforme, che
acquista caratteristiche differenti in funzione della geometria
del sistema, della velocità di agitazione e delle caratteristiche
fisiche dei fluidi.
Il modello di calcolo teorico deve quindi essere provato con
riscontri sperimentali accurati, nei limiti di validità delle
pratiche applicazioni correnti.
Così, seguendo il metodo classico di Reyleigh, la potenza
idraulica è stata correlata con le variabili geometriche e fisiche
secondo funzioni esponenziali valide entro i limiti pratici d'uso.
Con apposite sperimentazioni idrauliche si è verificata la
validità delle assunzioni teoriche e la correlazione specifica
fra il Numero di Reynolds (NRe, che riassume gli effetti delle
caratteristiche fisiche dei fluidi sul regime idraulico,
laminare/turbolento) ed il Numero di Potenza caratteristico di
questo tipo di agitatori STE.M.
La curva di correlazione fra Np ed NRe è molto prossima a quella
degli agitatori ad elica marina di passo analogo e si è rivelata
adeguata per tutti i casi pratici inclusi i più gravosi per
densità e viscosità dei fluidi.
Su questa base specifica si può applicare la formula classica
per il calcolo della potenza, come per tutti gli altri tipi di
agitatori
3 5
P = k.Np. .N .D -------------------------------------------------------------------------
Scelte dei materiali
L'attrazione fra due poli magnetici di segno opposto affacciati
è molto forte quando sono vicini fra loro, si attenua
all'aumentare
della distanza (secondo la quinta potenza circa) e se vengono
frapposti materiali paramagnetici o non del tutto amagnetici.
La efficacia degli accoppiamenti magnetici non deve essere
limitata da scelte inopportune dei materiali per la costruzione
delle giranti e dei supporti, le cui membrature sono in parte
interposte tra i poli magnetici affacciati.
L'acciaio utilizzato per queste apparecchiature deve essere a
bassissimo contenuto di carbonio e comunque amagnetico, nei limiti
economici consentiti, per evitare dispersioni di campo magnetico
e correnti elettriche parassite.
In maggioranza gli agitatori magnetici sono realizzati a partire
da lamiere in acciaio inossidabile ASTM A240 Tp316L o equivalenti;
in alcuni casi, in cui sia indispensabile incrementare
ulteriormente
la caratteristica amagnetica dei materiali interposti, si
utilizzano
leghe speciali come Astelloy, attualmente molto più costose.
Le scelte dei materiali per le parti che costituiscono gli
accoppiamenti meccanici di rotazione sono in funzione dei fluidi
agitati; ove non ci sia la presenza di solidi abrasivi nei fluidi,
la scelta consolidata è per
la adozione di bussole in carburo
di tungsteno sia nella girante sia sul perno fisso; le bussole lato
perno possono essere rivestite con materiali antiusura (nitruro
di titanio o carbonitruro di titanio con durezza superficiale
molto elevata (2300 -:- 3000 gradi HV10).
In tal modo l'usura misurata secondo le procedure più rigorose,
che sono quelle della Farmacopea Statunitense (USP) risulta di
molte
decine di volte inferiore ai limiti ammissibili, praticamente
inesistente anche fino a molte migliaia di ore di effettiva
produzione (certificazioni disponibili per gli agitatori STE.M.).
Sono possibili e presenti sul mercato anche soluzioni diverse,
ad esempio, ove siano presenti solidi abrasivi, le bussole sono
soggette comunque ad usure rilevanti, in tal caso possono essere
prescelti anche materiali diversi come il carburo di silicio o
la stellite.
In ogni caso le specifiche devono precisare le temperature
operative e di progetto perchè le bussole presentano un
coefficente
di dilatazione termica molto inferiore a quello delle giranti
in cui sono e devono rimanere inserite; le tolleranze meccaniche
di forzamento sono infatti funzione delle escursioni termiche
di progetto. -------------------------------------------------------------------------
Sviluppi tecnologici recenti
La conformazione delle linee di forza magnetiche generate dal
sistema di accopiamento in condizioni di lavoro non è facilmente
descrivibile ma si possono misurare gli effetti meccanici prodotti
e l'intensità del campo magnetico residuo esternamente alla
girante magnetica.
Lo studio di questi aspetti ha condotto alla messa a punto di due
dispositivi magnetici aggiuntivi, presenti esclusivamente negli
agitatori magnetici STE.M.: i reggispinta magnetici e gli schermi
magnetici.
I reggispinta magnetici sono dispositivi magnetici aggiuntivi,
che consentono di controbilanciare le spinte idrauliche assiali
sulle giranti, con reazioni magnetiche in condizioni di lavoro,
particolarmente sotto stress.
Gli schermi magnetici sono dispositivi che permettono di
chiudere
le linee di forza magnetiche fra i singoli accoppiamenti magnetici
e quelli adiacenti, sia nelle giranti,che nei rotori magnetici;
questi dispositivi riducono drasticamente le dispersioni del campo
magnetico fuori dalle giranti, con ovvi vantaggi di potenza ma
anche
con vantaggi operativi logistici e di sicurezza per il personale.
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